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Il mio lavoro è l’artrite reumatoide?

L’impatto dell’artrite reumatoide sulla tua carriera professionale ti preoccupa? Esamina alcuni dei principali aspetti da considerare prima di apportare modifiche drastiche alla tua carriera professionale.

La diagnosi di artrite reumatoide può comportare diversi cambiamenti nella vita del paziente, uno dei quali riguarda la situazione lavorativa. La decisione relativa alla prosecuzione dell’attività professionale dopo la diagnosi di artrite reumatoide dipende dalla gravità della malattia. Con il giusto sostegno del reumatologo, del personale infermieristico specializzato, del fisioterapista e del terapista occupazionale e/o del counsellor professionale, è possibile ottenere l’aiuto necessario per migliorare al massimo la situazione lavorativa esistente. È normale avere bisogno di aiuto per chi convive con l’artrite reumatoide. A un certo punto, ogni persona affetta dall’artrite reumatoide si sente sopraffatta dalla malattia.

Pensando all’impatto dell’artrite reumatoide sull’attività lavorativa, bisogna considerare le domande seguenti:

  • Perché voglio lavorare?
  • Ho bisogno di lavorare?
  • Quali opzioni terapeutiche sono disponibili per aiutarmi a gestire la mia condizione?
  • Quali aggiustamenti dovrò apportare alle mie mansioni?
  • Il mio lavoro si scontrerà con l’artrite reumatoide o i due elementi riusciranno a integrarsi?

Queste sono domande importanti di cui dovresti parlare con i medici che ti seguono, con un counsellor professionale o con un terapista occupazionale.

La prosecuzione dell’attività lavorativa offre importanti benefici. Molte persone con artrite reumatoide affermano che restando al lavoro sentono di avere uno scopo e sviluppano maggiore autostima e minori sentimenti di depressione o isolamento, grazie alle interazioni sociali e alle relazioni instaurate nell’ambiente lavorativo.

Nonostante le tutele esistenti contro la discriminazione dei lavoratori con disabilità, le persone con artrite reumatoide esprimono spesso la comprensibile paura di perdere il lavoro. In caso di dubbi sull’opportunità di comunicare al datore di lavoro la tua diagnosi, puoi rivolgerti per assistenza all’associazione di pazienti locale oppure a un terapista occupazionale o un counsellor professionale.

Se decidi di comunicare al tuo datore di lavoro che soffri di artrite reumatoide, devi accertarti di non subire alcuna discriminazione.

Molte persone con artrite reumatoide affermano che restando al lavoro sentono di avere uno scopo e sviluppano maggiore autostima e minori sentimenti di depressione o isolamento, grazie alle interazioni sociali e alle relazioni instaurate nell’ambiente lavorativo.

Se invece ritieni che la scelta migliore sia quella di ridurre le ore lavorative o abbandonare completamente il tuo impiego, esistono molti metodi per tenere alto il morale e dare uno scopo alla tua vita. Dedicarsi al volontariato è un ottimo modo per mantenere le interazioni sociali e incontrare nuove persone, apportando anche un contributo positivo alla società. Intraprendere un hobby, un’attività o un nuovo progetto è un altro modo per continuare ad avere degli stimoli e strutturare la giornata.

L’artrite reumatoide può avere un impatto variabile sulle persone. Alcune persone subiscono conseguenze più gravi di altre e quindi l’esame dei pro e contro relativi all’attività lavorativa è un processo estremamente personale.

In ogni caso, tanto per chi decide di continuare a lavorare quanto per chi preferisce lasciare il lavoro, sono disponibili diverse forme di supporto. Se temi che l’artrite reumatoide stia condizionando la tua carriera professionale, parlane con le associazioni di pazienti, con un terapista occupazionale o con un counsellor professionale.


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