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L’ansia, l’insicurezza e io

Superare l’impatto emotivo dell’AR: inizia tutto da te.

Sì, lo ammetto. Di recente, mi sono rivolto a uno psicologo perché i sintomi fisici della mia AR rappresentavano soltanto la punta dell’iceberg. Parallelamente ai dolorosi sintomi fisici, percepivo anche una sorta di nebbia mentale più cupa, animata e pronta a inghiottirmi.

Le frasi “Non sono abbastanza bravo” e “Non posso farcela” (traduzione: “Non ce la farò”) che ripetevo continuamente nella mia testa si trasformarono in reali profezie. Erano sempre presenti nella mia mente, pronte a lanciarsi su di me. L’insicurezza è un ladro molto abile: ti conosce benissimo e ti colpisce quando sei più vulnerabile. A volte ti schernisce con un’incertezza piccola come un sassolino. Altre volte, ti aggredisce con un enorme masso di esitazione, cercando di fratturare l’immagine che hai di te e che incide profondamente sulla tua felicità e gioia.

Le persone che convivono con l’AR affrontano ogni singolo giorno sfide fisiche ed emotive potenti e debilitanti, tra cui le seguenti1:
  • La mancanza di controllo sulla propria vita, ad esempio le limitazioni sul lavoro e la perdita dell’indipendenza necessaria per vivere come si desidera2.
  • La sensazione di essere esclusi o limitati nelle attività sociali a cui si partecipa,1 a causa dell’inaccessibilità di alcuni luoghi, del peso associato all’imprevedibilità della malattia o della costante sensazione di affaticamento.
  • L’impossibilità di esprimersi: molte persone con AR si sentono incomprese e ignorate mentre si sforzano di spiegare esattamente in che modo la malattia condiziona le loro vite.
  • Lo stigma e il timore di discriminazione3 perché, oltre alle altre problematiche esistenti, le persone che soffrono di malattie croniche come l’AR sono spesso trattate in modo non equo a causa dello stigma associato alla loro condizione.

Esiste tuttavia un modo migliore per affrontare le cose. Per me, questo percorso è iniziato quando ho cercato il sostegno di un professionista. Trovare il coraggio di aprirmi completamente e parlare con la massima onestà a una persona neutrale mi ha permesso di abbassare le difese ed esplorare le mie ansie. Questa persona non mi ha giudicato e si è dimostrata unicamente interessata ad ascoltarmi, aiutandomi ad affrontare e superare i sentimenti negativi che racchiudevo dentro di me e che tormentavano le mie giornate. Insieme abbiamo identificato alcune strategie realizzabili che mi avrebbero aiutato a controllare l’ansia.

Ho scoperto alcuni trucchi utili per contrastare i dubbi e stimolare la sicurezza di sé. Potrebbero essere d’aiuto anche a te.
  1. Smetti di confrontare i tuoi successi con quelli di amici e colleghi. Ricorda che ognuno di noi ha delle sfide da affrontare e che i successi delle persone che conosci non costituiscono un termine di paragone con cui confrontare il tuo operato.

  2. Cerca di dare meno importanza a ciò che le altre persone pensano di te. Questo potrebbe impedirti di realizzare qualcosa di importante per te stesso.

  3. Identifica le persone che ti offrono maggiore supporto e concentrati su questi rapporti. Capita a tutti a volte di aver bisogno di un po’ di ascolto e rassicurazione. Individua gli amici, i familiari e i colleghi che sono sempre stati presenti per te.

  4. Concediti una pausa. Se ti senti sopraffatto dalle emozioni o da una situazione che ti sembra molto difficile, prenditi un po’ di tempo libero e concentrati su una cosa completamente diversa.

  5. Ricordati sempre di prenderti cura di te stesso prima di pensare agli altri. Riposati quando ti senti esausto. La spossatezza può essere molto opprimente e può aggravare l’ansia e lo stress. Sii paziente. Chiedi a qualcuno di aiutarti nelle tue attività, coinvolgi il tuo partner, i tuoi figli e i tuoi amici.

  6. Informati al meglio sull’AR per acquisire un maggiore controllo sulla malattia. Una migliore conoscenza può contrastare la paura dell’ignoto, aiutandoti a ridurre l’ansia.

Con l’aiuto di un professionista sanitario e grazie all’introduzione di queste tecniche nella mia vita, ho intrapreso un percorso che mi permetterà di acquisire il controllo della mia malattia anziché lasciare che sia la malattia a controllare la mia vita.

1Ryan S. Psychological effects of living with rheumatoid arthritis. Nursing Standard. 2014;29(13):52-59.
2Did you know? | The British Society for Rheumatology [Internet]. Rheumatology.org.uk. 2017 [citato il 18 aprile 2017]. Disponibile all’indirizzo: http://www.rheumatology.org.uk/patient_information/simple_tasks/did_you_know.aspx
3Discrimination against people who live with arthritis « JointHealth™ monthly | changing arthritis [Internet]. Jointhealth.org. 2017 [citato il 18 aprile 2017]. Disponibile all’indirizzo: (http://jointhealth.org/programs-jhmonthly-view.cfm?id=41)
In preparazione alla tua prossima visita, leggi questo opuscolo che contiene informazioni e strumenti importanti sull’AR.

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